Perché i diritti umani sono Universali?
I diritti della persona sono “ universalizzati sul campo ” in virtù sia dell’invocazione di coloro che soffrono, sia delle sempre più capillari operazioni di monitoraggio condotte da istanze internazionali specializzate, governative e non governative. L’universalismo dei diritti umani si incarna e si alimenta nel processo di internazionalizzazione dei medesimi, quale si va attuando sul molteplice piano della legislazione, della politica e dell’organizzazione.
Nel cantiere internazionale si preparano i testi delle convenzioni giuridiche e delle ‘ dichiarazioni ’ di principi, si interpretano norme vigenti, si fa giurisprudenza e quindi si delucidano i principi ad orientare l’applicazione delle norme. Si diffonde l’informazione e si promuovono la ricerca e l’insegnamento dei diritti umani.
Nel preambolo del Patto sui diritti economici, sociali e culturali si legge: “ È riconosciuto che, in conformità alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, l’ideale dell’essere umano libero, che goda dalla libertà dal timore e dalla miseria, può essere conseguito soltanto se vengono create le condizioni le quali permettano ad ognuno di godere dei propri diritti economici, sociali e culturali, nonché dei propri diritti civili e politici”.
A sua volta, il Preambolo del Patto sui diritti civili e politici recita: “È riconosciuto che, in conformità alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, l’ideale dell’essere umano libero, che goda delle libertà civili e politiche e della libertà dal timore e dalla miseria, può essere conseguito soltanto se vengono create condizioni le quali permettano ad ognuno di godere dei propri diritti civili e politici, nonché dei diritti economici, sociali e culturali”.
Il principio che si evince con chiarezza dal contenuto dei due testi è quindi quello della interdipendenza e indivisibilità di tutti i Diritti Umani.
Occorre però attendere il 1977 (un anno dopo l’entrata in vigore dei due Patti) per vedere l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottare ed esplicitare questo fondamentale principio, con la risoluzione 32/130 del 16 dicembre. Al punto 1 della risoluzione è stabilito che “la piena realizzazione dei diritti civili e politici senza il godimento dei diritti economici, sociali e culturali è impossibile. Il conseguimento di un duraturo progresso nell’implementazione dei diritti umani dipende da sane ed efficaci politiche nazionali e internazionali di sviluppo economico/sociale”.
Dopo tutto questo discorso però, c’è da porsi un quesito: Ma questa “ universalità ” di cui si è parlato, è reale? Sicuramente verrebbe da rispondere di si a primo impatto, ma è pur sempre una risposta soggettiva.


