Una sfida per la sviluppo: le pari opportunità
I divari che si registrano tra donne e uomini nel nostro paese sono ancora molto forti. Pur tuttavia comincia a essere riconosciuto da più parti che le pari opportunità per donne e uomini sono “un fattore produttivo” che non mira solo a realizzare un obiettivo di uguaglianza ma esprime un’opportunità di crescita per il benessere generale e lo sviluppo.
Una spinta importante nell’orientamento alle pari opportunità nella definizione delle priorità per lo sviluppo, è stata data dal Trattato di Amsterdam e dal recepimento normativo, regolamentare e programmatorio nazionale e comunitario che ne è derivato. Il processo avviato ha trovato riscontro nella riforma dei Fondi Strutturali che costituiscono il principale strumento comunitario, non solo per il raggiungimento degli obiettivi di coesione sociale e sviluppo sostenibile, ma anche il principale strumento di intervento a sostegno delle pari opportunità.
I nuovi regolamenti per l’utilizzo dei Fondi 2000-2006 hanno introdotto una nuova strategia nel campo delle pari opportunità conferendogli un ruolo prioritario in tutti i Fondi. Come si evince dal Regolamento 1260/99 la specificità di genere permea l’intero processo di programmazione e attuazione della spesa strutturale, dalla fase progettuale alla valutazione.
È alla luce di queste trasformazioni che si colloca lo sviluppo di una riflessione approfondita avviata in Italia sulle metodologie e sugli strumenti più adatti a rendere conto dell’attuazione e della valutazione delle politiche in un’ottica di genere. Tale processo ha riguardato soggetti istituzionali centrali e locali i quali, durante la fase di programmazione degli interventi cofinanziati hanno elaborato e reso operativo un modello di valutazione, che, pur partendo da indicazioni comunitarie, ha seguito un strada autonoma (considerata, peraltro, in Europa una vera e propria buona prassi). L’applicazione di questo modello è oggi entrata nella fase operativa e comincia a evidenziare punti di forza e punti di debolezza.
Se da un lato infatti la costruzione di un quadro di riferimento comune consente di ragionare su medesimi ambiti tematici di approfondimento, dall’altro il ruolo sempre più centrale giocato dai soggetti locali nel governo delle politiche, rende il processo di condivisione e di costruzione “dal basso” degli strumenti e degli indicatori di valutazione un passaggio particolarmente complesso.
L'uguaglianza tra le donne e gli uomini rappresenta uno dei principi fondamentali sanciti dal diritto comunitario, molte donne oggi sono manager, capi di stato, scienziate, Premi Nobel… ma queste non sono arrivate lì dove sono grazie alle Quote Rosa. Non sarà soltanto perché sono tanto intelligenti?
